21) Einstein. Il mistero pi grande.
Per Einstein il mistero pi grande  che il mondo sia
comprensibile, cio che il pensiero sia in grado di fornire un
ordine alle esperienze sensoriali.
A. Einstein, Pensieri degli anni difficili,  traduzione italiana
di l. Bianchi, Boringhieri, Torino, 1974, pagine 37-40 (vedi
manuale pagine 302-306).

 Il fatto stesso, che la totalit delle nostre esperienze
sensoriali sia tale che mediante il pensiero (operazioni con
concetti, creazione e uso di relazioni funzionali ben definite fra
essi e coordinazione delle esperienze sensoriali con tali
concetti) essa pu venir ordinata, ci lascia pieni di stupore, ed
 un fatto che non riusciremo mai a spiegarci. Si potrebbe dire
che l'eterno mistero del mondo  la sua comprensibilit. Una
delle grandi scoperte di Immanuel Kant fu il riconoscimento che la
costruzione di un mondo esterno reale sarebbe priva di senso senza
la sua comprensibilit.
Nel parlare di comprensibilit, l'espressione viene usata nel
suo significato pi ristretto. Essa, in generale, implica la
produzione di un qualche tipo di ordine fra le impressioni
sensoriali, tale ordine essendo prodotto dalla creazione di
concetti generali, dalle relazioni fra questi concetti, e dalle
relazioni fra i concetti e l'esperienza sensoriale, relazioni
determinate in ogni maniera possibile. E' in questo senso che il
mondo delle nostre esperienze sensoriali  comprensibile. Il fatto
che sia comprensibile  davvero un miracolo.
Secondo me non si pu dire nulla a riguardo al modo in cui i
concetti devono essere costruiti e collegati, e al modo in cui noi
dobbiamo coordinarli con le esperienze. Il successo dei risultati
rappresenta il fattore determinante che ci guida nella creazione
di un tale ordine fra le esperienze sensoriali. Tutto ci che 
necessario  l'enunciazione di un gruppo di regole, poich senza
tali regole l'acquisizione della conoscenza nel senso desiderato
sarebbe impossibile. Si pu paragonare tale situazione a quella di
un giuoco: se pur le regole sono arbitrarie, solo il loro rigore e
la loro inflessibile applicazione rende possibile il giuoco. La
loro determinazione, tuttavia, non sar mai definitiva. Essa
risulter valida solo per un particolare campo di applicazione (in
altre parole, non esistono categorie definitive nel senso di
Kant).
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume quarto, pagine 778-779.
